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ADU, ANDU,
APU, AURI, CISAL-Università, CISL-Università, CNRU, CNU, FIRU, FLC CGIL,
SNALS-Università, SUN, UDU, UILPA-UR
La Valutazione
del sistema universitario
• Motivazioni
L'influenza crescente del progresso
scientifico sulla vita quotidiana dei singoli e sulla competitività
complessiva del tessuto economico dei singoli paesi e nello stesso tempo la
rilevanza crescente della qualità dei processi formativi assegnano, molto
maggiormente che nel passato, grandi responsabilità ad istituzioni quali le
università e determinano, nello stesso tempo, l'obbligo per la collettività
di orientarne lo sviluppo e di valutarne i risultati e l'efficienza.
Le autonomie responsabili delle università e
della ricerca sono un bene prezioso. Non vi può essere autonomia responsabile
senza risorse pubbliche e quindi senza programmazione da parte del decisore
politico e senza la valutazione pubblica dei risultati conseguiti.
La valutazione, però, potrà produrre effetti
solo se vi sarà un sostanziale incremento delle risorse destinate alle
Università. Oggi la spesa pubblica per l'università e' pari all'1.6% della
spesa pubblica nazionale, quella dedicata alla ricerca scientifica e' pari
allo 0.38% del PIL.
Le maggiori risorse sono necessarie se
consideriamo che la spesa nazionale per le università e' di molto inferiore a
quella internazionale (media Ocse pari al 3.1%) e per quel che riguarda
l'impegno finanziario per la ricerca lo sforzo pubblico nazionale e'
inferiore a quello di partners europei (Svezia 0.87% del PIL).
L'obiettivo deve essere quello di raggiungere
e superare il 2% della spesa pubblica - per quel che riguarda le risorse
pubbliche per le università - e aumentare sensibilmente adeguandosi
all'impegno di Svezia e Regno Unito per quel che riguarda le risorse dedicate
alla ricerca.
Bisogna anche sollecitare l'imprenditoria
privata a scommettere sulla ricerca italiana, alimentando costantemente il
rapporto tra sistema produttivo e sistema della ricerca creando un sistema
fisso e continuo di relazioni tra questi.
Se le risorse debbono aumentare le ragioni e
gli obiettivi prioritari debbono essere:
- reclutamento di giovani ricercatori,
- incrementi delle risorse spendibili per i
docenti e per la ricerca scientifica
- maggiori risorse per il diritto allo studio,
- sostegno alla mobilità dei docenti
- miglioramento dei servizi di base, dei
laboratori e del tutoraggio.
L'incremento dei finanziamenti con risorse
pubbliche derivanti dalla tassazione dei cittadini renderà ancora più
ineludibile la valutazione dei risultati che saranno conseguiti dal sistema
universitario.
• Le caratteristiche generali del sistema
di valutazione
Dall'assunzione preliminare che la
"governance" generale del sistema sia fondata sul nesso
regolazione-programmazione-autonomia-valutazione scaturiscono alcune
conseguenze per il sistema di valutazione:
- Ai vertici del sistema di valutazione vi deve essere un
soggetto pubblico (Agenzia nazionale della valutazione del sistema
universitario), terzo sia rispetto a chi e' deputato alla regolazione ed alla
programmazione generale del sistema universitario (Parlamento e Governo), sia
alle diverse articolazioni dell'autonomia universitaria.
- Una governance degli Atenei, fondata anche essa sul nesso
programmazione-autonomia delle strutture decentrate-valutazione, comporta per
gli Atenei stessi la necessità che essi siano dotati di organismi di
autovalutazione (Nuclei di valutazione).
- Conseguentemente il modello del sistema nazionale di
valutazione e' fondato sia sulla "autovalutazione" degli Atenei a
livello locale, che sulla "valutazione esterna" promossa dall'Agenzia.
- Proprio in conseguenza del carattere terzo del processo di
valutazione le scelte, conseguenti ai risultati della valutazione, non
saranno di pertinenza ne' dell'Agenzia, ne' dei Nuclei di Valutazione, ma del
Governo e degli Atenei.
- Poichè oggetto della valutazione sono i meccanismi di
formazione del sapere la valutazione dell'efficienza non può essere
appiattita alla mera realizzazione di obbiettivi a breve o brevissimo termine
e non deve corrispondere ad una visione meramente aziendalistica della
istituzione universitaria, ma deve essere rapportata alla sua specificità di
organizzazione che produce conoscenze ed alla sua rilevante funzione sociale.
- E' necessario anche che i criteri di valutazione adottati
siano determinati ex ante e condivisi dalle diverse articolazioni
dell'autonomia e dalla comunità scientifica, ciò anche al fine di modificare
comportamenti collettivi ed individuali e di superare la fase e le critiche
dell'autoreferenzialità dell'università, evitandole ogni possibile forma di
isolamento e per rendere l'università stessa pienamente inserita e funzionale
alla società per la quale lavora per lo sviluppo. I criteri di valutazione
dovranno essere inoltre trasparenti, univoci e predeterminati, con la
finalità esplicita di fornire parametri all'azione di governo
(sopranazionale, centrale e locale).
• Composizione dell'Agenzia
I meccanismi di designazione dei membri
componenti dell'Agenzia devono essere coerenti con la natura di organismo
terzo, indipendente dal Governo e devono coinvolgere organismi europei ed
organismi rappresentativi del sistema nazionale universitario e della
ricerca. Le competenze da utilizzare devono corrispondere ad una esperienza
consolidata nel settore della valutazione dei processi formativi e della
ricerca.
• Oggetto dell'attività di valutazione
dell'Agenzia
La valutazione dovrà riguardare:
- la didattica;
- la ricerca;
- la funzionalità complessiva degli Atenei;
- i programmi di sviluppo degli Atenei.
La valutazione dell'Agenzia non arriverà sino
alle valutazioni dei singoli, sia perchè essa realisticamente non ne avrebbe
le capacità operative, sia per motivazioni specifiche . In particolare per il
personale tecnico amministrativo i meccanismi di valutazione sono già
regolati dalla legislazione vigente e dai contratti. Per ciò che riguarda la
docenza universitaria le organizzazioni sindacali e le associazioni
rappresentative della docenza universitaria da tempo si battono per una
riforma dei meccanismi di progressione di carriera fondati sul diritto dei singoli
alla valutazione della qualificazione scientifica conseguita e delle attività
didattica e gestionali svolte. La valutazione della qualificazione
scientifica dovrà essere demandata alla comunità scientifica, quella della
didattica e delle funzioni svolte agli Atenei secondo meccanismi definiti da
una non più rinviabile legge organica di riforma della docenza.
In tale ambito all'Agenzia potrebbe essere
demandata la definizione dei criteri generali di riferimento, cui dovranno
attenersi le Commissioni di valutazione e gli Atenei.
• La valutazione della didattica
Dovranno essere valutati i singoli corsi di
studio, con riferimento in particolare a:
- qualità dei percorsi formativi (profilo professionale e
competenze attese),
- congruenza del percorso didattici agli obbiettivi formativi
della classe di laurea,
- adeguatezza delle risorse materiali (organici e dotazioni
strumentali) messe a disposizione,
- sistemi di gestione del corso di studio (processi decisionali,
responsabilità, meccanismi di monitoraggio, procedure di riesame),
- attività di supporto didattico (tutorato, orientamento) e di
tirocinio,
- risultati riguardanti le performances degli studenti e gli
esiti occupazionali, etc,
- interazione con il mondo del lavoro,
- impiego di metodologie didattiche innovative.
L'Agenzia definirà un modello nazionale per la
messa in qualità dei corsi di studio e gli standard minimi per attivare un
corso di studio.
L'Agenzia altresì definirà i criteri generali
di riferimento per l'autovalutazione degli Atenei.
• La valutazione della ricerca
Dovrà essere valutata la produzione
scientifica realizzata nelle singole strutture di ricerca.
Dovranno essere adottati rigorosi ed efficaci
strumenti di valutazione, in accordo con le esperienze già maturate in ambito
internazionale e utilizzando valutatori di indiscusso profilo scientifico
anche appartenenti ad altri paesi. Dovranno essere verificati ex post con
rigore i progetti di ricerca destinatari di finanziamenti pubblici. Al fine
di rendere trasparente la verifica ex post dei progetti, delle risorse
utilizzate e dei risultati ottenuti occorre creare l'Anagrafe nazionale della
Ricerca. Dovranno infine essere prese in considerazione partnership con altre
università,enti di ricerca, società scientifiche e la capacità di attrarre
risorse.
• La valutazione della funzionalità
complessiva degli Atenei
Dovranno essere oggetto di valutazione
dell'Agenzia:
- La qualità dell'azione di governo degli Atenei, con
particolare riferimento all'adozione generalizzata della pratica della
valutazione come fondamento delle attività di tutti i soggetti attivi di
programmazione della vita degli Atenei (Organi accademici centrali,
dipartimenti e Facoltà).
- I servizi di supporto alla didattica ed alla ricerca.
- I rapporti dell'Ateneo con l'esterno.
• Le conseguenze e gli obbiettivi del
processo di valutazione
Il processo di valutazione può costituire uno
strumento fondamentale per una innovazione di sistema se i risultati della
valutazione produrranno effetti sulle scelte che autonomamente adotteranno i
fruitori delle stesso processo di valutazione. Tali fruitori sono:
- Il Governo.
- Il sistema universitario.
- Chi deve o e' interessato ad interagire con
le strutture universitarie, l'opinione pubblica, le famiglie, i giovani.
• Le scelte del Governo
Le scelte del Governo dovranno riguardare:
- I meccanismi di finanziamento degli Atenei, che dovranno
prevedere, oltre alla quota destinata ad assicurare il funzionamento
ordinario, una quota aggiuntiva che tenga conto dei risultati della valutazione.
- Azioni di riequilibrio rispetto ad eventuali criticità e punti
di debolezza.
- Istituzioni o meno di nuove sedi, attivazione o disattivazione
di corsi di studio e facoltà, garantendo comunque la conclusione degli studi
agli allievi già iscritti.
• Le scelte degli Atenei
Il processo di valutazione dovrà contribuire a
produrre:
- La diffusione della cultura della valutazione e della pratica
della qualità.
- L'attribuzione delle risorse alle articolazioni interne
dell'Ateneo, in funzione dei risultati della valutazione.
- L'adozione da parte delle strutture formative di procedure di
messa in qualità, che renda trasparente e identificabile, anche nei confronti
dell'utenza studentesca, l'intero processo formativo.
- Il monitoraggio continuo delle attività per verificarne
l'andamento anche in relazione agli obbiettivi prefissati dalla
programmazione ed intervenire per adottare i necessari aggiustamenti e
miglioramenti in itinere.
- L'emulazione dei comportamenti virtuosi e la diffusione delle
"buone pratiche".
• Le scelte dei giovani e delle famiglie
L'Agenzia dovrà costituire anche una utile
fonte di informazione sulle offerte formative degli Atenei e sulla qualità
dei servizi erogati, al fine di orientare le scelte dei giovani e delle
famiglie, in maniera indipendente rispetto alle frequenti "campagne
pubblicitarie" organizzate dagli stessi Atenei.
8 gennaio 2007
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