All’insegna del fare e del fare presto il nuovo Governo si è insediato con l’obiettivo di traghettare il Paese fuori dalla crisi. “Investire nella scuola è il modo migliore per uscire dalla crisi”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel suo discorso programmatico al Senato. Condividiamo le affermazioni del premier sulla centralità della scuola come “punto di partenza” dell’azione di governo e sulla volontà di restituire dignità al lavoro dei docenti, recuperando il loro protagonismo nei processi di riforma. Sono questi,da anni, i principi chiave della nostra piattaforma politico-sindacale e ci auguriamo di vederli realizzati.
I vari governi che si sono succeduti in questi ultimi anni, politici o tecnici, con l’alibi della crisi, non anno
avuto il coraggio di investire nei settori propri dello sviluppo: l’istruzione, la formazione e la ricerca. Da qui il giustificato scetticismo del mondo della scuola perché troppi anni di retorica e di promesse non mantenute da parte della politica, hanno determinato una profonda perdita di fiducia degli operatori scolastici che continuano a pagare il prezzo della crisi in un Paese che arranca e non riesce ad uscire dalla spirale recessiva.
Lo Snals-Confsal accanto alla centralità del lavoro e dell’occupazione, della riforma fiscale e della detassazione di stipendi e pensioni, ha posto come prioritari i temi dell’istruzione e della formazione e ha declinato le sue richieste/proposte nel manifesto programmatico inviato a tutte le forze politiche lo scorso anno. Un cartello politico di stringente attualità, imperniato sulla valenza della scuola dalla quale originano i presupposti effettivi per l’esercizio della cittadinanza, per lo sviluppo democratico, economico e sociale della collettività nazionale. Riteniamo ineludibile il rilancio di questo settore e l’avvio di una nuova politica del personale, la risorsa che, se valorizzata, rende possibili il cambiamento e l’ammodernamento del Paese. Serve un progetto complessivo di governance del sistema di istruzione che favorisca politiche pubbliche comuni e azioni di governo incisive e coerenti, comprese quelle relative al finanziamento del sistema di istruzione. Queste sono le considerazioni di fondo dalle quali può e deve partire una nuova politica per il sistema educativo e formativo. Da qui può e deve partire un governo capace di misurarsi con la realtà delle complesse questioni sociali ed economiche, di garantire la governabilità e la stabilità e di produrre fatti concreti. Nel merito, lo Snals-Confsal pone sul tappeto alcune importanti rivendicazioni. Se è vero che la scuola è una priorità del nuovo esecutivo, il primo intervento sul piano delle politiche scolastiche dovrà riguardare l’attuazione, senza ulteriori ritardi, dell’organico pluriennale dell’autonomia che, eliminando la dannosa distinzione tra organico di diritto e di fatto, consentirebbe di realizzare appieno l’autonomia scolastica e di dare stabilità al personale di ruolo e precario. L’organico unico è stato una nostra battaglia e una nostra conquista, è previsto dalla legge, ma è rimasto, a tutt’oggi, inattuato, nonostante le nostre reiterate pressioni.
Sul piano delle politiche del personale, il rinnovo del contratto di lavoro, fermo al 2009, dovrà essere affrontato con urgenza nella prima fase della legislatura. Il blocco ha determinato una disastrosa perdita del potere d’acquisto di tutto il personale della scuola, acuita dall’elevata tassazione sul reddito che colpisce anche i pensionati. Nell’immediato, occorre poi risolvere alcune emergenze che sono al centro delle nostre azioni di lotta tuttora in corso: bloccare i provvedimenti che impongono al personale ATA la restituzione dei compensi ricevuti per attività aggiuntive svolte; sbloccare i contratti integrativi regionali per la retribuzione accessoria dei dirigenti scolastici; chiudere la partita degli scatti di anzianità per il recupero del 2012 e ripristinare il 2013 ai fini della carriera, tenendo ben presente che gli scatti non sono “privilegi”, ma l’unica forma di progressione di carriera per il personale scolastico. In altri termini: salvaguardare le retribuzioni e i diritti contrattuali del personale, negli ultimi anni oggetto di pesanti incursioni legislative. E poi eliminare il precariato, riconoscendo il lavoro e le aspettative di tante persone che da anni operano nella scuola in una situazione di permanente incertezza.
Questi temi saranno il banco di prova del nuovo Governo dal quale attendiamo risposte risolutive volte ad imprimere il cambio di passo promesso e da tutti auspicato per la scuola e per l’Italia. Al neo ministro dell’istruzione Stefania Giannini, alla quale assicuriamo fin d’ora il nostro contributo critico e costruttivo, rivolgiamo un appello affinché ponga in essere interventi che valorizzino realmente la scuola e tutto il personale che in essa opera.
Marco Paolo Nigi
Segretario generale dello Snals-Confsal